La sostenibilità insegnata ai ragazzi

Scritto il 21 Aprile 2021

I bambini e i ragazzi sono i protagonisti del discorso sulla sostenibilità. Tutto ciò che facciamo per rendere la nostra società più sostenibile, in effetti, lo facciamo per loro. L’umanità di domani si troverà a fare i conti con le conseguenze delle scelte fatte oggi e per questo è importante non solo mettere in atto politiche globali di riduzione del nostro impatto ambientale, ma anche insegnare la sostenibilità ai più giovani, perché gli adulti di domani adottino stili di vita amici dell’ambiente. Molti genitori e insegnanti, a questo proposito, si interrogano sui modi più adatti di spiegare e applicare i concetti di rispetto dell’ambiente, responsabilità e scelte sostenibili. Come si possono trasmettere temi così importanti fin dagli anni della formazione in modo efficace e coinvolgente? Ecco alcuni consigli pratici!

 

Primo passo: impegnarsi in prima persona

Per insegnare la sostenibilità ai più giovani, bisogna prima di tutto trasformarla da concetto astratto a esperienza concreta, incentivando esperienze all’aria aperta mirate alla tutela dell’ambiente. In quasi tutte le città italiane, per esempio, si organizzano iniziative per ripulire spiagge e parchi, per rimettere in sesto spazi verdi e restituirli alla comunità. Lavorare insieme per un progetto di questo genere non solo insegna ad apprezzare la qualità dell’ambiente che ci circonda, ma soprattutto restituisce ai ragazzi un’idea precisa e immediata delle conseguenze che le nostre azioni hanno sull’ambiente, del nostro impatto individuale e collettivo e dell’importanza di mettere in atto comportamenti responsabili per il bene di tutti e per poter vivere in un contesto più sano.

 

Dare nuova vita agli oggetti con l’upcycling

Uno dei perni della sostenibilità è il risparmio delle risorse. Il problema è che i nostri figli crescono in una società che li invita a consumare e buttare, a comprare la nuova versione di qualsiasi bene di consumo abbandonando quella vecchia. Imparare non solo a differenziare e smaltire correttamente i rifiuti, ma anche a non gettare via quello che può essere riutilizzato è indispensabile. Un ottimo modo per insegnare la sostenibilità è quindi trasformare il riciclo in una sfida creativa, insegnando l’upcycling. Con questo termine si intende il riutilizzo di materiali, oggetti ed elementi danneggiati o in disuso per la costruzione di qualcosa di nuovo. Molto usato nel design e nell’architettura, questo sistema permette di dare nuova vita a quelli che altrimenti sarebbero rifiuti non riciclabili e quindi destinati ad accumularsi nelle discariche.

 

Le app per imparare la sostenibilità

Le app e i tracker fanno parte della vita quotidiana dei giovani e giovanissimi, che sono abituati a utilizzarle anche in modo competitivo, per ottenere obiettivi da confrontare con i coetanei. Su tutti gli app store esistono oggi numerose app che permettono di calcolare l’impatto e le emissioni di CO2 derivanti da ogni nostra azione quotidiana. Queste app possono essere usate per introdurre abitudini più sane, come sostituire le bottigliette d’acqua usa e getta con una bottiglia lavabile, non lasciare caricabatterie e accumulatori connessi alla rete elettrica quando non li si utilizza o acquistare indumenti di seconda mano piuttosto che nuovi.

 

Coltivare un orto in casa o a scuola

Non tutti hanno a disposizione un giardino dove coltivare ortaggi, ma, dal momento che l’Italia ha un clima mediamente temperato per tutto l’anno, è più facile da noi che in altri paesi coltivare sul balcone o sul davanzale di casa o nel cortile della scuola qualche piantina di pomodori, di fragole o di zucchine e, se si ha lo spazio per farlo, anche un albero di limoni o arance. In questo modo si crea una connessione diretta fra l’attenzione che occorre dare a una pianta e la possibilità di godere dei suoi frutti e si impara ad apprezzare il piacere di consumare prodotti genuini, dei quali si conosce interamente la storia e la provenienza.